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Richiesta di revisione della legge regionale 23/2015

Stimatissimi,

la presente vi giunge dopo mesi di riflessioni fatte direttamente sul campo di battaglia, in prima linea come voi sapete, tentando di gestire, arginare l’emergenza nata dalla pandemia di Covid 19.

Sono mesi, appunto, in cui nessuno di noi si è risparmiato, cercando soluzioni, provando ad aiutare, lavorando senza sosta per essere al fianco dei propri cittadini, lì dove tante volte non riesce ad arrivare il sistema sanitario, sistema del quale, è evidente, la situazione ancora in corso ha portato a galla ed insieme esasperato inefficienze e lacune.

I comuni e i Sindaci sono il primo interlocutore del cittadino, che ci conosce a volte anche personalmente e si aspetta, come è giusto, che lo tuteliamo nel senso più ampio possibile del termine. I Comuni sono i veri interpreti dei bisogni delle persone e ne sentono il polso reale.

Eppure la verità è che per molti aspetti abbiamo le mani legate, ci troviamo in una situazione paradossale, nella quale tanto ci viene chiesto – e cerchiamo di fare anche di più, pur con i limitati mezzi organizzativi ed economici a disposizione –, ma così poco a volte possiamo fare.

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Revisione legge 23 Regionale

La gestione dell’emergenza Covid-19 da parte dell’Unione Europea

La pandemia da Covid-19 ha determinato una situazione di emergenza a livello globale che ha imposto e impone risposte politiche concrete e sinergiche tra i diversi livelli di governance (locale, regionale, nazionale e sovranazionale).

L’Unione Europea ha messo in campo misure importanti nell’ambito di quello che è attualmente il proprio “perimetro di competenza” e con questo Report vogliamo approfondire le singole misure attivate a livello europeo, provando anche a raccontare l’impatto delle stesse per il nostro Paese.

È però opportuno ricordare che l’attuale assetto istituzionale europeo non consente, in considerazione di quanto previsto dagli stessi Trattati europei, di rispondere a determinate emergenze come queste richiederebbero e la pandemia da Covid-19 ne è un esempio concreto: la politica sanitaria, infatti, non rientra nelle sfere di competenza dell’UE, avendo quest’ultima un mero ruolo di coordinamento delle politiche sanitarie dei propri Stati membri, che mantengono sulle stesse piena sovranità. Dato questo che impatta sull’efficacia delle risposteche l’Unione Europea in quanto istituzione sovranazionale (e non come sommatoria di singoli interessi nazionali) è in grado di fornire ai cittadini e alle imprese europei.

Come si evince anche da un sondaggio del Parlamento europeo condotto a fine aprile, il 69% degli intervistati totali vorrebbe un’Europa più forte e con maggiori competenze per gestire crisi come quella in corso (se si considerano solo gli intervistati di nazionalità italiana il dato cresce al 77%), dato questo da incrociare con il 57% degli intervistati totali che non è soddisfatto dell’attuale sistema di solidarietà tra gli Stati membri (tra i cittadini europei più insoddisfatti ci sono gli italiani, insieme ai greci). I cittadini europei sono critici verso l’attuale UE perché questa non gode oggi dei poteri e delle competenze per rispondere in modo adeguato ai bisogni delle persone, delle imprese delle associazioni e della società civile europea.

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Le nuove norme per la legalità e la trasparenza

1. Meno sprechi, più consenso Ogni candidato si impegna a svolgere la propria campagna elettorale nel rispetto di un tetto massimo di spesa pari a un decimo del limite di spesa previsto per le elezioni del consiglio regionale dalla normativa vigente.

2. La regola del 100 Ogni candidato, in un apposito spazio personale messo a disposizione sul sito del PD metropolitano, rendiconta tempestivamente, e comunque nel corso della campagna elettorale, tutti i finanziamenti superiori a 100 euro e altre forme di utilità aventi valore economico superiore a 100 euro ricevuti o apportati per la propria campagna (ivi inclusi prestiti ottenuti tramite intermediari finanziari o ente equipollente), specificandone fonte (con codice fiscale), entità e utilizzo. In caso di dichiarazione mendace ovvero omissione di menzione di un finanziatore possono essere previste le dimissioni dalla carica e l’espulsione dal partito ovvero, in caso di rifiuto di dimettersi, la sola espulsione dal PD.

3. Finanziamenti senza interessi Ogni candidato si impegna ad astenersi dal ricevere finanziamenti e altre forme di sostegno da parte di concessionari o gestori di pubblici servizi, ovvero da soggetti privati che abbiano rapporti di natura contrattuale con l’Amministrazione (appaltatori, fornitori, ecc.) o che abbiano domandato od ottenuto provvedimenti dall’ente per il quale concorrono, nei cinque anni precedenti, nell’ambito di procedimenti nei quali il candidato medesimo, qualora sia amministratore uscente, abbia svolto una funzione decisionale o istruttoria. Ogni candidato si impegna, inoltre, ad astenersi dal ricevere finanziamenti, sia diretti sia indiretti, e altre forme di sostegno da associazioni, fondazioni, centri studio e altri enti che non pubblicizzino puntualmente tutti i finanziamenti ricevuti (fonte e importo).

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La scuola: come farla oggi per prepararla al futuro

La pandemia ha imposto di fare scuola in emergenza, ma ha anche portato all’attenzione di tutti la necessità di adeguare il sistema scolastico alle esigenze di un mondo complesso e globale, in cui i giovani devono non solo imparare a conoscere regole consolidate e a rispettarle, ma devono soprattutto apprendere ad affrontare l’imprevisto e a progettare il futuro.

È ormai irrinunciabile che l’allievo venga istruito ed educato ad assumere responsabilità, dominare situazioni complesse, selezionare e correlare informazioni, elaborare pensiero critico, decidere autonomamente, interagire e comunicare le proprie idee utilizzando in modo proprio anche le tecnologie multimediali di cui i docenti, per affrontare l’emergenza, si sono avvalsi per mantenere viva la comunicazione educativa pregiudicata dal distanziamento fisico.

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Scuola: come e quando ripartire?

Dipartimento Partito Democratico - Scuola e formazione professionale - In questo momento eccezionale, in cui milioni di bambini e ragazzi in tutti il mondo a causa dell’epidemia COVID 19 non possono più recarsi ogni giorno nelle loro classi e vedere i loro compagni, la comunità scolastica non si è fermata, ha trovato il modo di rimanere unita pure a distanza, cercando di preservare il diritto all’istruzione. 

Abbiamo vissuto in questi mesi una scuola diversa, ma forse possiamo pensare che la scuola possa essere diversa anche dopo la fine di questo triste periodo. Per questo, il Dipartimento scuola e formazione del Pd metropolitano di Milano ha ritenuto opportuno approfondire meglio quello che sta accadendo nel nostro sistema formativo, interrogandosi sul futuro prossimo, su quello che accadrà a giugno, con la chiusura dell’anno scolastico, ma anche su settembre, con la riapertura. 

Nascono così i tre documenti che seguono: il primo è un commento al Decreto scuola di aprile, il secondo una riflessione per una nuova valutazione, il terzo qualche spunto per ripartire. Buona lettura!

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