le idee > news > Luisa Manfredi, pianista e comandante partigiana
PDNews 16 APRILE 2018
Luisa Manfredi, pianista e comandante partigiana

Luisa Manfredi, pianista e comandante partigiana

Volti alla Libertà. Storie e volti delle donne e degli uomini della Resistenza nel Milanese

di La redazione

Luisa Manfredi King, pianista, la comandante “Manuela” (Torino, 1906 - Torino, 1990)

Torinese, pianista di talento formatasi a Milano e Parigi tra le due guerre, si avvicina al Partito Comunista negli anni Trenta, durante il periodo della clandestinità, fino ad aderirvi nel 1937. Dopo l’8 settembre 1943 entra nella Resistenza ed è a Milano, in contatto con il gruppo del filosofo Antonio Banfi.

Nel novembre del 1943 Luisa viene inviata dal partito nella Bassa Valtellina, dove dà un contributo fondamentale nella costituzione e nell’azione delle Brigate Garibaldi, con il nome di battaglia di “Manuela”. Insieme a “Nic”, Dionisio Gambaruto, costituisce la 40esima brigata “Matteotti”, di cui diventa comandante di distaccamento. Insieme alle formazioni in cui milita è protagonista di azioni di conquista e occupazione di alcuni Comuni valtellinesi, di sabotaggio delle forze nazifasciste, di recupero di munizioni, di arruolamento.

Nel rigido inverno del 1944, che costringe i partigiani della sua formazione a cercare rifugio a valle, Luisa viene colpita da congelamento. Anche le sue mani ne rimarranno indele Viene trasferita a Torino, dove collabora strettamente con Giorgio Amendola fino allo scoppio dell’insurrezione nella primavera 1945. Continuerà in seguito l’impegno politico, militando nel PCI e facendo parte della segreteria di Amendola.

I danni fisici subiti nelle ristrettezze della guerra partigiana la costringeranno ad abbandonare la carriera pianistica. Nel Dopoguerra si trasferisce a Londra, dove sposa lo scrittore Robin Raleigh King e svolge la professione di traduttrice e interprete.

Le memorie del suo impegno partigiano, in particolare della fase cruciale tra il novembre 1943 e il dicembre 1944, narrate nel libro, “Ero proprio ‘uno’ di loro. Una comandante partigiana in Bassa Valtellina”, sono state importanti nel riaffermare nel dibattito storiografico e politico la centralità del ruolo delle donne nella lotta partigiana.