le idee > blog > Le primarie in Palio
08 LUGLIO 2015

Le primarie in Palio

Qualcuno avrà visto l’ultima foto che ho pubblicato su Facebook sotto la scritta “in alto Tartuca”. Tradisce la mia grande passione per il palio di Siena, che anche quest’anno sono andato a vedere in piazza del Campo, come faccio ogni volta che posso, da quando ero bambino. Come altre rappresentazioni antiche, questa corsa alla conquista della città può essere un’utile chiave di lettura del presente, una metafora dei giorni nostri. Anzi, direi che calza perfettamente con quanto sto vivendo a Milano e nel Pd.

In fondo, cos’è il Palio se non una sorta di primarie tra concittadini, amici, parenti, membri di una stessa comunità che si contendono il primato cittadino? A Siena la competizione è altissima, lo scontro agonistico durissimo e la rivalità è atavica. Le contrade rappresentano modi diversi di vivere la città, di rappresentarla, di amarla. Si litiga ferocemente. Alla fine però, quando i cavalli, stremati, lasciano giù i fantini e la corsa è terminata, tutto ritorna come prima: la contesa rimane parte fondante del tessuto sociale e, probabilmente, lo arricchisce rinforzando il sentimento comune e diffuso di appartenenza alla comunità. 

Lo stesso dovrebbe avvenire nel centro sinistra, e nel Partito democratico, in questo momento di confronto in vista delle primarie e delle elezioni 2016. So che non è facile, che le sensibilità sono molteplici, legittime e autorevoli, e che – fortunatamente per noi – in tanti aspirano silenziosamente a gareggiare per la nostra città. In questi giorni, lo stiamo vedendo, sono molti gli eventi pubblici di esponenti del Partito democratico. Voglio ricordarne uno che non riguarda un singolo assessore, un deputato o un altro rappresentante del Pd, ma tutti noi: il prossimo lunedì, alla Casa della Cultura, il Consiglio degli 11 presenterà le proposte pensate per dare al centrosinistra una carta di valori comuni, un sentiero da seguire guardando al 2016. L’intento è quello di rendere più facile il confronto. Perché le parole possono anche dividerci, ma le azioni devono unirci in un unico obiettivo: vincere il palio del prossimo anno. “In alto Milano".