le idee > blog > La scuola batte Salvini
19 GIUGNO 2018

La scuola batte Salvini

Da una parte i titoli di giornale che raccontano la propaganda senza fine di Salvini su respingimenti, espulsioni e censimenti, dall'altra le immagini allegre e i volti sorridenti degli uomini e delle donne che venerdì sera hanno festeggiato, nella sede del circolo PD Ghilardotti, la chiusura del corso di italiano per stranieri, promosso dal nostro dipartimento Integrazione.

È partito a settembre scorso il progetto che ha portato alcuni volontari a vestire i panni di docenti e a insegnare l'italiano ad una classe di venticinque stranieri, e a prepararla agli esami per le certificazioni di lingua. Perché sì, l'integrazione passa anche dalla conoscenza della lingua, uno strumento fondamentale per la costruzione di relazioni e di una cittadinanza inclusiva e plurale. 

 

Immagini diverse, dicevamo. Perché diverso è governare dal fare perenne demagogia, e Matteo Salvini ha trasformato il suo ministero in una macchina da propaganda, l'unica che sa fare. 


Banalizzare fenomeni complessi utilizzando slogan è la strategia preferita dai populisti. La strategia del molto rumore, della demagogia fragorosa, utilizzata per mascherare il nulla cosmico della politica. 

Fare politica, per esempio, vuol dire promuovere l'integrazione, non gridare è finita la pacchia lucrando sulla pelle di oltre 600 disperati. Fare politica vuol dire ridurre gli sbarchi dell'80% per davvero e non sparare a zero contro le ONG. Fare politica significa costruire accordi con i paesi africani e non promuovere, invece, lo scoppio di crisi diplomatiche. 
Fare politica per garantire la sicurezza e il benessere dei cittadini significa andare in Europa e mettere mano ad una riforma delle leggi condivise e rispettate da tutti gli stati membri, non disertare i vertici europei. 

 

Ecco perché alle immagini dei muri e dei fili spinati preferiamo quelle di comunità che collaborano insieme per costruire, e non per dividere, società dove convivono diritti e doveri. Ed ecco perché, per esempio, sono convinto che l'esperienza dei corsi di italiano agli stranieri sia un'assoluta ricchezza da coltivare: perché dimostra la volontà e la capacità del Partito Democratico di attivarsi per un'accoglienza e un'integrazione basate sulle regole e sull'incontro. 

 

Restiamo convinti che le soluzioni vadano trovate governando i fenomeni coniugando solidarietà e sicurezza. Perché garantire una vita dignitosa a chi viene accolto vuol dire anche tutelare i diritti di chi accoglie.