le idee > blog > Il 4 marzo la scelta decisiva per la Lombardia
02 FEBBRAIO 2018

Il 4 marzo la scelta decisiva per la Lombardia

Ci abbiamo messo la faccia e con l’ufficializzazione delle liste siamo entrati, per davvero, nel vivo della campagna elettorale.
Mercoledì abbiamo presentato alla stampa i 26 candidati al consiglio regionale della Lombardia per la circoscrizione di Milano e, proprio in queste ore, stiamo depositiando gli atti in tribunali.

Sono le nostre "26 punte di diamante", per giocare la partita delle elezioni regionali. 
Sono consiglieri uscenti e figure nuove, sono esponenti del PD, amministratori locali, rappresentanti della società civile e dei mondi dell’imprenditoria, delle professioni, del terzo settore. 
Sono, soprattutto, i volti di un PD che in questi anni ha costruito alleanze con tante realtà vitali del territorio di Milano Metropolitana, aprendosi ad apporti e spinte nuove, un PD che ora vuole mettere questa energia e questo entusiasmo, per fare meglio, nella sfida della Lombardia per Giorgio Gori Presidente.

 

Tanti volti, tante storie per cambiare volto alla nostra Regione, una Regione che in questi anni ha subito la mediocre gestione del centrodestra a guida leghista, allontanandosi dai cittadini e frustrandone bisogni e ambizioni. Una Regione che oggi ha bisogno di cambiare volto e marcia sui temi fondamentali: dalla sanità ai trasporti, dall’occupazione, all’ambiente, alle case popolari. 
 

“Il 4 marzo 2018. La scelta decisiva.” è, infatti, lo slogan che abbiamo scelto per la campagna di comunicazione che ci accompagnerà in queste settimane. Il messaggio è molto chiaro e incisivo: col nostro voto possiamo incidere e cambiare il futuro della Lombardia. Col nostro voto possiamo restituire dignità ai bisogni dei cittadini che vivono nelle case popolari Aler, possiamo decidere di tutelare l’ambiente e così iniziare a respirare in una regione tra le più inquinate d’Europa, possiamo investire nella salute pubblica, possiamo offrire un futuro a 249mila giovani che oggi in Lombardia non studiano e non lavorano.

Possiamo farlo noi, il 4 marzo.