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30 NOVEMBRE 2017

Lombardia Domani

Me li ricordo bene l’entusiasmo e l’adrenalina che avevo addosso due giorni prima dell’inizio di Milano Domani. Era giugno di due anni fa e faceva un gran caldo.
Stavolta le temperature sono decisamente più basse ma, come allora, oggi alla vigilia di Lombardia Domani la trepidazione è tanta. Ci stiamo preparando ad una giornata straimportante: 25 tavoli attorno a cui sederci per ridisegnare un futuro nuovo per la Lombardia.

 

Lombardia domani è la vostra - anzi la nostra - officina di idee, dove ognuno potrà portare suggestioni, proposte, e vivere un momento di bella politica. Parteciperà, tra gli altri, anche Officina Casona di Castellanza con il suo progetto, che coinvolge gli artigiani della zona organizzando momenti di formazione aperti a tutti e dedicati a richiedenti asilo e migranti. Un progetto all'avanguardia e importante, che mette al centro l’artigianato, la formazione e promuove integrazione. 


Con un pizzico di orgoglio possiamo dire che la strada che abbiamo intrapreso per Milano è quella giusta, adesso c’è da imboccare quella buona per la Lombardia, e io sono convinto che partire dai contenuti e dal confronto sia il modo migliore per iniziare. 


D’altronde il confronto sulle idee e le proposte è nel nostro DNA: è il nostro modo di intendere e fare politica. Il nostro, appunto. Perché nessuno dica che non ci sono differenze tra noi e gli altri. 
Ci sarebbe da parlare di molte cose, ma mi limito ad una riflessione sul titolo che riporta oggi 
 (giovedì 30) il quotidiano La Repubblica in prima pagina: Ronde nazi, il silenzio a destra
 

Non usano la parola fascismo, ma parlano di patrizia e razza. Non usano la violenza ma nella loro azione c’è lo squadrismo delle camicie nere. Con i loro bomber e la testa rasata, un gruppetto di naziskin ha fatto irruzione nella sartoria dove erano riuniti i volontari dell’associazione Como senza Frontiere per leggere un volantino il cui messaggio, infarcito di parole della retorica fascista, era “Basta invasione”. 
Mentre i leader di destra non si scompongono né condannano esplicitamente le azioni squadriste di martedì sera a Como, noi sì. Per questo, sabato 9 dicembre, saremo in piazza a Como per una grande manifestazione popolare contro ogni intolleranza. 
Noi non ci giriamo dall'altra parte, e continueremo a mettere al centro della nostra azione i contenuti, i diritti, il diritto. E anche se sappiamo che la politica è più difficile degli slogan beceri e razzisti come “basta invasione”, è quella che continueremo a fare. Per e insieme a voi.