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03 LUGLIO 2017

PD, una comunità che guarda al futuro

Il PD appartiene alla comunità che venerdì e sabato scorsi ha riempito il teatro Linear Ciak alla periferia sud di Milano. 
Storie ed esperienze diverse, cuore ed entusiasmo, ma soprattutto tanti volti giovani hanno animato una platea che ha voluto esserci, non solo per arricchirsi dei contributi degli ospiti che si sono alternati sul palco, ma per condividere le proprie idee. 
 
Nei due giorni del Forum Nazionale Italia 2020 abbiamo voluto proiettarci nel futuro, dicendo basta ad una politica ancorata al presente e perennemente nostalgica del passato. 
Se non scegliamo il pragmatismo, se non guardiamo al domani, finiremo per rimanere al palo, mentre la modernità corre in avanti e spinge la società verso cambiamenti repentini. Siamo noi l’alternativa ai populisti che vorrebbero fermare il progresso con politiche di corto respiro, come sta facendo Trump con la folle retromarcia sugli accordi di Parigi in assoluta controtendenza con il resto del Mondo che, invece, mostra un trend ragionevole e positivo: i dati dicono che la capacità di produrre energie rinnovabili è quadruplicata dal 2009 e la vendita di veicoli elettrici è del 42% rispetto al 2015. 
 
Ecco, se vogliamo essere al passo con quello che sarà Italia 2020 dobbiamo essere competitivi e, per farlo, mettere da parte l'ossessione per il congresso permanente o la perenne ricerca del capro espiatorio contro cui puntare il dito in caso di sconfitte. Invece delle analisi cervellotiche, chiusi nei circoli, usciamo e parliamo coi cittadini, diamo loro le risposte che cercano, chiediamo loro perché hanno scelto di starsene a casa e di non votare. 
 
Siamo l’unico partito in Italia che si fonda su un’apertura reale alla cittadinanza, siamo l’unico partito che sta sul territorio con i circoli, che intesse relazioni con i mondi vitali, che dialoga con l’associazionismo, che conta su un volontariato intergenerazionale pronto a mettersi al servizio alla comunità per amore civico. Siamo un partito che fa politica con passione. E ce lo ha ricordato una persona dalla statura enorme come Don Luigi Ciotti. 
 
Abbiamo la forza trainante di portare 2 milioni di cittadini alle urne per scegliere il proprio leader. 
Guardiamo a quello che siamo: un partito plurale, che riunisce sotto la sigla PD anime diverse, la cui forza è stata sempre quella di essere pensante e dialogante. Dobbiamo pensare all’unità della comunità e ad allargare il fronte ad un centrosinistra ampio, perché il mito sull’autosufficienza lo abbiamo sfatato da tempo.   
 
Oggi, alla vigilia di tante sfide elettorali importanti, è il momento di ricomporsi, perché se anche le parole possono dividerci le azioni devono unirci in un unico obiettivo: governare l’Italia e la Lombardia.