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22 MAGGIO 2017

Concentriamoci su di noi

Negli ultimi giorni, alcuni compagni di strada del Pd milanese di questi anni hanno scelto di intraprendere un nuovo percorso.
Credo sia stata una scelta sofferta e non semplice, come lo sono sempre le scelte in questi casi, e se vi dicessi che non mi addolora mentirei.

 

Ho sempre creduto in un PD ampio che sa unire le diverse sfumature del mondo riformista e progressista, che sceglie la propria leadership e le proprie priorità tramite il congresso e le elezioni primarie.
Ma nella vita, e in particolare in politica, sogni e realtà non sempre sono conciliabili e pertanto occorre affrontare la questione con serietà e senza ambiguità.
Devo però anche dire che la tempistica non facilita la discussione: il congresso nazionale si è tenuto già molto a ridosso delle elezioni amministrative, che saranno l'11 giugno, e credo dobbiamo tutti impegnarci a lavorare per limitare le polemiche, concentrandoci a battere il centrodestra e i populisti.
Ancora di più occorre essere uniti e difendere i nostri amministratori da insulti e minacce che gli haters, sui social e non solo, riversano su chi con responsabilità e trasparenza coniuga sicurezza e accoglienza, nella gestione dei flussi migratori. 
La risposta migliore in questo caso non può che essere la solidarietà, l'impegno a perseguire in questa direzione e lavorare su ciò che siamo, su ciò che rappresentiamo.

 

La scorsa settimana ci sono stati due fatti importanti e tra loro collegati. 76 sindaci sindaci milanesi, tra cui alcuni di centrodestra, hanno firmato un protocollo con la Prefettura e il Ministro Marco Minniti, per un'accoglienza diffusa, sostenibile e trasparente, mentre qualche giorno dopo, in un clima sereno e festoso, sono scese in piazza 100.000 persone per chiedere accoglienza nella sicurezza.

Dietro lo striscione "Milano democratica, sicura e accogliente" hanno sfilato con orgoglio il sindaco Beppe Sala, l'assessore Pierfrancesco Majorino (che ringraziamo per aver lanciato la manifestazione), Emma BoninoMaurizio Martina, tantissimi sindaci, amministratori, parlamentari. E tutti noi. 
Anche in questo caso qualche sparuta unità di haters ha provato a cambiare il senso ad una manifestazione di solidarietà e di festa, senza riuscirci e senza intaccare lo spirito di unità che stiamo e dobbiamo continuare a coltivare. 

 

Milano è il luogo dove il centrosinistra sa coniugare un clima sereno e uno spirito propositivo e riformista. E il lavoro di Giuliano Pisapia va in questa direzione. 
Il Partito Democratico è nato per unire forze riformiste e bisogna assolutamente difendere l’idea che la sinistra possa e debba essere maggioranza nel nostro Paese. L’obiettivo da perseguire è dunque quello di conseguire consensi ampi, in virtù di programmi radicati nei valori di un partito plurale, aperto e inclusivo. 
Le divisioni ci fanno male e questo lo sappiamo bene noi che ne abbiamo vissute tante. 
Il timore è, però, il trovarsi di fronte leader politici che sono stati protagonisti di sole posizioni disgregative.
Ecco, lasciatemi essere dubbioso sulla loro capacità di essere protagonisti di un nuovo centrosinistra.

 

Concentriamoci, invece, sul nostro Partito e sul nostro futuro.
E per questo lasciatemi essere orgoglioso dell'avvio della Scuola politica Pier Paolo Pasolini, sabato alla Fondazione Feltrinelli, con Salvatore Veca, Matteo Renzi e il suo ideatore Massimo Recalcati.
Oltre 200 ragazzi selezionati da tutta Italia e protagonisti, qui a Milano, di lezioni che stimoleranno il pensiero critico e lo studio approfondito di tematiche centrali.

 

Siamo un Partito lungimirante e lo stiamo dimostrando in ogni occasione, nella qualità del nostro dibattito al congresso e nella partecipazione elettorale, così come nella scelta di chi ci rappresenta. 
 

Ad un anno dalle amministrative di Milano, in molti si sono accorti di chi sia Beppe Sala. Ricordo con amarezza quando per mesi ci hanno ripetuto di non puntare su lui, perché "di destra, non trasparente, calato dall'alto, incapace anche di fare il manager" e molte cose simili. 
 

Il tempo è galantuomo, diceva qualcuno, e lo è sempre, basta lavorare e far parlare i fatti senza inseguire le dichiarazioni di giornata.

Concentriamoci su ciò che siamo. Siamo il PD di Milano e siamo capaci di grandi cose!